5 sintomi per capire se il tuo cane ha preso i parassiti intestinali

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A cura del Medico Veterinario
Dr. Giuseppe Faranda
@drbepsvet

Ci ritroviamo a parlare spesso di vermi intestinali; ma quali sono i principali sintomi che i nostri cani e gatti possono manifestare in caso di parassitosi?

In questo articolo ne elenchiamo 5, per darvi un’idea dei segnali di allerta a cui prestare attenzione. Questi sintomi non sempre danno dei segnali evidenti di infezione, dunque è bene stare attenti ad alcuni dettagli che possono generare il sospetto di parassitosi intestinale:

  • Diarrea
  • Sangue nelle feci
  • Crescita rallentata (nei cuccioli)
  • Stanchezza, debolezza, apatia
  • Prurito nella zona anale e perianale

Altri sintomi possono essere: perdita di peso, gonfiore dell’addome e pelo opaco e spento.

Andiamoli a vedere caso per caso. Buona lettura.

1) DIARREA O DEFECAZIONE ALTERATA

I nemici invisibili sono parassiti intestinali: vermi o protozoi che siano, svolgono la loro azione patogena, proprio a carico di questo delicato apparato, cioè l’intestino.

A livello del tubo gastro-enterico, causano spesso un’alterazione della peristalsi intestinale, dei normali processi di riassorbimento dei nutrienti e della conseguente compattazione delle feci.

Di conseguenza primo sintomo tra tutti è la comparsa di feci diarroiche.

Nel caso di giardia e i coccidi, oltre a delle deiezioni poco consistenti (quasi liquide), può essere presente abbondate muco e talvolta tracce di sangue “rosso vivo” (ematochezia).

Il muco che viene eliminato con la defecazione rappresenta l’irritazione del colon e viene prodotto per difendersi dalla presenza di agenti patogeni; la parte terminale dell’intestino ne produce in abbondanza in modo da poter isolare il più possibile la sua mucosa e favorire l’eliminazione del materiale fecale.

2) PRESENZA DI SANGUE NELLE FECI

Il sangue, se rosso vivo, deriva sempre dall’ultimo tratto intestinale e origina proprio dall’irritazione mucosale stessa.

Gli Anchilostomi, d’altro canto, hanno proprio un’azione ematofaga e si nutrono di sangue lesionando la parete interna dell’intestino. In questo caso, situandosi a livello del primo tratto intestinale, avremo la cosiddetta melena: presenza di sangue nerastro perché parzialmente digerito.

Comune a tutti i parassiti è, indiscutibilmente, l’azione privativa e sottrattiva che esercitano sul soggetto parassitato, e in particolar modo sul cucciolo.

Da qui deriva il secondo punto che andremo a trattare…

3) ALTERAZIONE DELLA CRESCITA

Come dicevamo pocanzi, la crescita rallentata è una condizione tipica dei cuccioli infestati dai vermi intestinali.

Molti dei parassiti intestinali vengono trasmessi già dalla madre ai figli nella vita intrauterina e poi, in seguito, con l’allattamento. In un intestino ancora immaturo (e non in grado di “autodifendersi”), i vermi intestinali proliferano in gran numero, sottraendo tutti quei nutrienti che contribuirebbero a un armonioso e corretto accrescimento.

Difficoltà a prendere peso, pelo opaco e forforoso, disidratazione, apatia, addome a botte e alito “agliaceo”, sono tutti sintomi legati alla presenza di parassiti.

Avete mai visto il vostro veterinario annusare l’alito del cucciolo? Io lo faccio, ogni volta che arrivano in visita, proprio perché sembra essere associato alla presenza di parassiti intestinali.

4) STANCHEZZA E APATIA

Le parassitosi intestinali stancano, si, ma perché? Perché sottraggono letteralmente le forze!

Avete letto, nei punti precedenti che la loro azione è di tipo privativa e talvolta anemizzante. La maggior parte di loro entra in competizione nell’assorbimento delle sostanze nutritive, sottraendone una buona quantità al loro ospite (come fanno gli ascaridi).

Altri, come i sopracitati anchilostomi, sono ematofagi e si nutrono di sangue a discapito del cane o del gatto che li ospita. Sono come dei piccoli vampiri che traggono energia in questo modo.

Ecco che stanchezza, debolezza e apatia sono sintomi che sopraggiungono.

A loro favore giocano anche il malessere addominale portato da coliche e spasmi causati dalla presenza dei nemici invisibili che oramai avete imparato a riconoscere.

5) PRURITO VICINO ALL’ANO E PRESENZA DI PULCI

Ho deciso di mettere anche questo punto perché spesso viene sottovalutata l’importanza della presenza delle pulci e della loro correlazione alla teniasi (infestazione da tenia).

Il Dipylidium caninum (tenia cucumerina) rilascia le sue proglottidi terminale che contengono circa 20 uova, si stacca dal corpo dell’adulto per essere eliminata per via anale, anche senza presenza di feci (da qui origina il sintomo del prurito peri-anale).

Molti di voi accorrono dal veterinario proprio per la presenza di strutture bianche a forma di “chicco di riso”, attaccate al pelo della zona perianale (del cane o del gatto), o per la loro presenza nelle feci. Proprio l’eliminazione delle proglottidi senza feci, è legata a un prurito intenso a livello della zona interessata, che fa nascere il forte sospetto, nei proprietari, che ci sia qualcosa che non vada.

Ma perché, allora, la presenza di pulci deve farvi pensare alla possibilità che il vostro cane possa avere la tenia? Perché le pulci sono ghiotte di queste proglottidi.

Durante le normali pratiche di pulizia del mantello e della zona ano-genitale, il cane e il gatto possono ingurgitare pulci , se presenti sul loro pelo; queste pulci spesso contengono la forma immatura della tenia all’interno del loro corpo.

In questo modo il ciclo del Dipylidium si mantiene e si perpetua grazie a questi parassiti esterni, che fungono da “carrier” e permettono alla tenia stessa di raggiugere l’apparato gastroenterico del cane o del gatto senza troppi sforzi.

Diventa, quindi, fondamentale trattare sia la pulicosi che la parassitosi intestinale per interrompere questa furbissima modalità di trasmissione. Non sottovalutate questo binomio e trattate sempre, tutto l’anno, i vostri PET anche contro gli ectoparassiti.

COMPORTAMENTI A RISCHIO

Ci sono dei comportamenti che espongono cani e gatti a un rischio maggiore di contrarre delle parassitosi intestinali. Abitudini come la caccia, lo scavare, il grooming e l’allogrooming, passeggiare e ovviamente defecare, aumentano le possibilità che i nostri amici a quattro zampe possano contrarre delle parassitosi.

Luoghi di aggregazione come i parchetti, allevamenti, canili e gattili forniscono, inevitabilmente, un’elevata probabilità di contagio tra i soggetti che si ritrovano in gran numero, in ambienti circoscritti.

Diventa, ovviamente, impossibile privare i nostri animali di molte di queste azioni e di questi luoghi. Quale arma abbiamo, allora, per proteggerli? Attuare una buona e attenta prevenzione, delle accurate norme igieniche e, non ultimo per importanza (per quanto riguarda i nostri amici cani), raccogliere e buttare le loro deiezioni! Ricordati quindi di portare sempre con te il sacchetto, dovunque tu vada.

Per concludere, vorrei darvi un ulteriore consiglio: affidatevi al vostro medico veterinario. Potete essere attenti e scrupolosi in maniera quasi impeccabile, ma i nostri animali non hanno la parola e non possono raccontarci i loro problemi ed i loro disagi. Esistono i veterinari per questo. Visite mediche periodiche, protocolli terapeutici preventivi e un dialogo aperto e sincero con il vostro medico, possono aiutare i vostri animali domestici ad affrontare le diverse parassitosi.

Spesso con una sola visita clinica ed un esame copro-microscopico (il normale esame delle feci per affioramento) e dei test diagnostici su materiale fecale, il vostro medico potrà emettere diagnosi e occuparsi della corretta terapia per rimettere in forma il vostro cane ed il vostro gatto.

Questi sono i primi 5 punti che ci tenevo conoscesse per prepararvi a riconoscere la presenza di una patologia parassitaria.

Ovviamente, come dico sempre, la medicina non è una scienza perfetta o infallibile (come la matematica, per intenderci, che segue regole ferree e immutabili) e per questo v’invito a prendere quanto letto come un’indicazione di massima.

Non sottovalutate questo tipo di problematiche: alcune sono delle zoonosi a rischio contagio dell’uomo e possono minare anche alla nostra salute, mentre altre possono arrivare ad un epilogo alquanto sgradevole per i nostri amici cani e gatti.

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