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	<title>Gatto - Nemici Invisibili</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 10 Apr 2026 12:19:11 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Gatto - Nemici Invisibili</title>
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	<item>
		<title>Approccio Cat Friendly: la medicina veterinaria a misura di gatto</title>
		<link>https://www.nemiciinvisibili.it/approccio-cat-friendly-la-medicina-veterinaria-a-misura-di-gatto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Capuana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 15:35:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se vivi con un gatto, lo sai bene: portarlo dal veterinario può essere un’impresa molto stressante. Solo aprire il trasportino scatena sguardi di panico e tentativi di fuga. E così, spesso, si rimanda. Fino a quando non è strettamente necessario.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<hr class="wp-block-separator has-css-opacity is-style-default"/>



<pre class="wp-block-preformatted"></pre>



<p>Se vivi con un gatto, lo sai bene: portarlo dal veterinario può essere un’impresa molto stressante. Solo aprire il trasportino scatena sguardi di panico e tentativi di fuga. E così, spesso, si rimanda. Fino a quando non è strettamente necessario.<br>Eppure, proprio come noi, anche <strong>i gatti hanno bisogno di visite regolari</strong> per restare in salute e prevenire problemi come <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/3-abitudini-che-espongono-il-gatto-al-rischio-vermi-intestinali/">parassiti</a>, insufficienza renale cronica o malattie virali.</p>



<p>La buona notizia? Esiste un modo nuovo, più dolce e rispettoso, per prendersi cura del nostro micio: l’approccio <strong>Cat Friendly</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong>Le cliniche con la certificazione “Cat Friendly”</strong></strong></strong></strong></h2>



<p>La International Society of Feline Medicine (ISFM) ha ideato un programma di certificazione che qualifica e <strong>identifica le Cat Friendly Clinic</strong>, ovverosia cliniche veterinarie che mettono i gatti (e i loro umani) a proprio agio.<br>Queste strutture sono <strong>pensate per ridurre lo stress del gatto</strong> durante il trasporto, la visita o la degenza. Hanno ambienti più tranquilli, personale <strong>formato in comunicazione felina</strong> e procedure che rispettano la natura indipendente e sensibile del gatto. Ci sono tre livelli di certificazione – Bronze, Silver e Gold – che attestano quanto la clinica sia “a misura di gatto”: più alto è il livello, maggiore è la cura dei dettagli.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong>Il viaggio verso la serenità inizia da casa</strong></strong></strong></strong></h2>



<p>Prima ancora di arrivare in clinica, possiamo fare molto per aiutare il nostro micio a sentirsi più tranquillo. Ecco alcuni consigli pratici che l’ISFM suggerisce ai proprietari di gatti:</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Prima del viaggio</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Scegli un trasportino rigido e stabile, facile da pulire e sicuro.</li>



<li>Lascia il trasportino in casa, come fosse una cuccia o un rifugio, in modo che il gatto lo percepisca come un luogo familiare.</li>



<li>Metti dentro una copertina o un indumento con il tuo odore: aiuta a rassicurarlo.</li>



<li>Se hai più gatti, usa trasportini separati per evitare tensioni.</li>



<li>Puoi anche usare feromoni sintetici calmanti per favorire il rilassamento.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Durante il viaggio</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Copri il trasportino con un telo leggero per limitare gli stimoli visivi.</li>



<li>Assicurati che non si muova in auto, grazie all’utilizzo della cintura di sicurezza.</li>



<li>Guida con calma, evitando rumori forti o frenate brusche.</li>



<li>Parla al tuo gatto con voce dolce e tranquilla.</li>



<li>Porta una lettiera di riserva per eventuali emergenze.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa aspettarsi in una Cat Friendly Clinic</strong></h2>



<p>Una volta arrivati, tutto cambia. Le cliniche Cat Friendly offrono un’accoglienza studiata per il benessere felino:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sale d’attesa dedicate oppure orari riservati ai gatti,</li>



<li>luci soffuse e superfici morbide,</li>



<li>uso di feromoni calmanti,</li>



<li>personale addestrato a maneggiare i gatti con rispetto, senza forzarli o spaventarli.</li>
</ul>



<p>Ogni gesto, ogni parola, ogni movimento è pensato per far sentire il gatto sicuro, rispettato e compreso. E quando il micio è sereno, anche la visita diventa più semplice, accurata e meno traumatica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scegliere una Cat Friendly Clinic i vantaggi</strong></h3>



<p>Scegliere una Cat Friendly Clinic significa scegliere cura, rispetto e serenità per il proprio gatto.<br>Ecco i principali vantaggi:</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Visite più tranquille e regolari</strong></h3>



<p>Meno stress per il gatto, meno ansia per te: un ambiente su misura favorisce controlli periodici senza traumi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cure più efficaci</strong></h3>



<p>Un gatto rilassato permette diagnosi più accurate e terapie più mirate.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Migliore prevenzione e salute a lungo termine</strong></h3>



<p>Con visite più regolari, è più facile tenere sotto controllo patologie croniche come diabete, ipertiroidismo o insufficienza renale.</p>



<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/antiparassitari-per-cani-e-gatti-guida-alla-scelta/">Quali trattamenti antiparassitari per cani e gatti?</a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Per concludere</strong></h2>



<p>L’approccio Cat Friendly non è solo una nuova tendenza veterinaria, ma un vero e proprio atto d’amore verso i nostri compagni felini. Perché quando il gatto è sereno, anche noi viviamo meglio il momento della cura.</p>



<p>Chiedi al tuo veterinario di fiducia se la sua clinica è Cat Friendly… e scopri come trasformare la visita del tuo gatto in un’esperienza serena, rispettosa e piena di fiducia reciproca.</p>



<p><strong>Scopri le </strong><a href="https://icatcare.org/cat-friendly-clinic"><strong>cliniche Cat Friendly</strong></a><strong> o chiedi informazioni a tuo medico veterinario di fiducia.</strong></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quanto e cosa deve mangiare un gattino svezzato?</title>
		<link>https://www.nemiciinvisibili.it/quanto-e-cosa-deve-mangiare-un-gattino-svezzato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Capuana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 12:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nemiciinvisibili.it/?p=23829</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo svezzamento del gattino avviene in genere tra la quarta e l’ottava settimana di vita, quando inizia a passare gradualmente dal latte materno (o latte artificiale specifico per gattini) a un'alimentazione solida. È una fase delicata che richiede attenzioni specifiche per garantire uno sviluppo sano e armonioso. Una volta completato lo svezzamento, l’alimentazione del gattino gioca un ruolo fondamentale per la crescita fisica e cognitiva, per il corretto sviluppo del sistema immunitario e per prevenire future patologie.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<hr class="wp-block-separator has-css-opacity is-style-default"/>



<pre class="wp-block-preformatted"><em>A cura del Medico Veterinario</em><br><em>Dr.sa Cristina Cosio</em><br>@dr.ssa_cosio_veterinaria</pre>



<p>Lo svezzamento del gattino avviene in genere <strong>tra la quarta e l’ottava settimana di vita</strong>, quando inizia a passare gradualmente dal latte materno (o latte artificiale specifico per gattini) a un&#8217;alimentazione solida. È una fase delicata che richiede attenzioni specifiche per garantire uno sviluppo sano e armonioso. Una volta completato lo svezzamento, <strong>l’alimentazione del gattino gioca un ruolo fondamentale per la crescita fisica e cognitiva</strong>, per il corretto sviluppo del sistema immunitario e per prevenire future patologie.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong>Quanto deve mangiare un gattino svezzato?</strong></strong></strong></h2>



<p>Un gattino svezzato, tra i due e i quattro mesi di età, ha un metabolismo molto attivo e necessita di pasti frequenti: <strong>almeno 4-5 volte al giorno</strong>. Dopo i quattro mesi, si possono ridurre gradualmente a 3 pasti giornalieri, mantenendo comunque una dieta ricca di nutrienti essenziali.</p>



<p>La quantità di cibo da somministrare dipende dal tipo di alimento (umido, secco o misto) e dalle indicazioni specifiche riportate sulla confezione. In linea generale, è consigliabile seguire le dosi consigliate dal produttore e, se possibile, chiedere indicazioni personalizzate al proprio veterinario, tenendo conto del peso, della razza e dello stato di salute del gattino.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong>Cosa deve mangiare un gattino svezzato?</strong></strong></strong></h2>



<p>È fondamentale scegliere un <strong>alimento formulato specificamente per gattini</strong> (di solito indicato come &#8220;kitten&#8221;), poiché questi prodotti sono bilanciati per fornire:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Proteine di alta qualità</strong>: essenziali per lo sviluppo muscolare;</li>



<li><strong>Grassi</strong>: fonte di energia, in particolare acidi grassi omega-3 e omega-6;</li>



<li><strong>Calcio e fosforo</strong>: fondamentali per la crescita ossea;</li>



<li><strong>Vitamine e minerali</strong>: indispensabili per lo sviluppo del sistema immunitario e nervoso.</li>
</ul>



<p>Si può optare per <strong>cibo secco, umido o una combinazione di entrambi</strong>, preferendo alimenti completi e di qualità. Il cibo umido può aiutare a mantenere una buona idratazione, mentre il secco può contribuire alla salute orale.</p>



<p>È buona norma introdurre <strong>diverse fonti proteiche</strong> nei primi mesi di vita, per favorire una tolleranza alimentare più ampia e prevenire il rischio di sviluppare intolleranze in futuro.</p>



<p>• Non esagerare con le quantità: un cucciolo sovralimentato non sarà “più forte” ma sarà più a rischio di obesità, problemi articolari e digestivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Alimenti da evitare assolutamente</h2>



<p>Ci sono alcuni alimenti che possono essere <strong>dannosi o tossici per i gattini</strong> e che vanno <strong>sempre evitati</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Latte vaccino</strong>: può causare diarrea, poiché molti gatti sono intolleranti al lattosio;</li>



<li><strong>Cibi salati o speziati</strong>: come salumi, formaggi stagionati o alimenti per uso umano;</li>



<li><strong>Cioccolato, cipolla, aglio, uva e uvetta</strong>: sono <strong>tossici</strong> anche in piccole quantità;</li>



<li><strong>Ossa cotte</strong>: possono scheggiarsi e causare gravi danni all’apparato digerente;</li>



<li><strong>Avanzi di cucina</strong> o diete casalinghe improvvisate**: spesso sbilanciate e potenzialmente pericolose.</li>
</ul>



<p>Inoltre, <strong>non bisogna somministrare cibo per gatti adulti</strong> a un gattino in crescita: questi prodotti non contengono le quantità adeguate di nutrienti di cui un cucciolo ha bisogno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Altri consigli utili</strong></h2>



<p>Oltre a quanto detto, ci sono alcune regole generali da seguire sempre e comunque:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L’acqua fresca e pulita deve essere sempre disponibile</strong>, soprattutto se il gattino segue una dieta a base di cibo secco;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>I cambi di alimentazione devono essere fatti <strong>gradualmente</strong>, mescolando il nuovo alimento al precedente per circa 7 giorni;</li>



<li>Ogni gattino ha caratteristiche diverse: è sempre consigliato <strong>rivolgersi al proprio veterinario</strong> per definire un piano nutrizionale personalizzato.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Vermi intestinali nei gattini: un rischio da non sottovalutare</strong></h2>



<p>I gattini, soprattutto nelle prime settimane di vita, sono particolarmente vulnerabili alle infestazioni da <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/parassiti-intestinali-sono-davvero-invisibili-sintomi-e-prevenzione/">vermi intestinali</a>. Questi parassiti possono essere <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/vermi-intestinali-nei-cuccioli-cause-scoperta-e-sverminazione/">trasmessi dalla madre durante la gravidanza</a> (via transplacentare) o attraverso l&#8217;allattamento (via galattogena) . Una volta infestato, il gattino può manifestare sintomi quali diarrea, vomito, <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/pancia-gonfia-nei-gattini-possibili-cause-e-cosa-fare/">gonfiore addominale</a>, crescita rallentata e pelo opaco.</p>



<p>È fondamentale attuare un <strong>protocollo di sverminazione adeguato</strong>: il trattamento dovrebbe iniziare già dalla quarta settimana di vita del gattino e proseguire ogni 15 giorni fino al compimento del terzo mese. Successivamente, è consigliabile effettuare controlli regolari e trattamenti periodici, in base alle indicazioni del veterinario. Una <strong>corretta sverminazione</strong> non solo protegge la salute del gattino, ma contribuisce anche a prevenire la diffusione di parassiti nell&#8217;ambiente domestico.<a href="https://www.nemiciinvisibili.it/d-days/gatto/"><strong>Attiva D-Days e scarica la guida del gattino! Ricevi il promemoria sulla protezione antiparassitaria del tuo micio e ricevi gratuitamente la guida!</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Pancia gonfia nei gattini: possibili cause e cosa fare</title>
		<link>https://www.nemiciinvisibili.it/pancia-gonfia-nei-gattini-possibili-cause-e-cosa-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Capuana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 12:22:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nemiciinvisibili.it/?p=22508</guid>

					<description><![CDATA[<p>I gattini sono in grado di sciogliere il cuore a tantissime persone con i loro movimenti buffi e dolci. Capita abbastanza spesso che i giovani gatti abbiano una pancia prominente pur non mangiando così tanto: questo aspetto non va mai sottovalutato perché potrebbe costituire un rischio per la salute.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>A cura del Medico Veterinario</em> <em>Dr.ssa Cristina Cosio</em> <a href="http://instagram.com/dr.ssa_cosio_veterinaria">@dr.ssa_cosio_veterinaria</a></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Introduzione</h2>



<p><em>Cosa significa la pancia gonfia nei gattini, e come può essere gestita? Quali sono i segnali a cui fare attenzione in caso di infezione parassitaria?</em></p>



<p>I gattini sono in grado di sciogliere il cuore a tantissime persone con i loro movimenti buffi e dolci. Capita abbastanza spesso che i giovani gatti abbiano una <strong>pancia prominente</strong> pur non mangiando così tanto: questo aspetto non va mai sottovalutato perché potrebbe costituire un rischio per la salute.</p>



<p>Tra le cause più frequenti del sintomo della pancia gonfia abbiamo la presenza di <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/vermi-intestinali-del-gatto/">parassiti intestinali</a>. I vermi, quando presenti in numero abbondante, occupano lo spazio intestinale, causano <strong>cattiva digestione</strong> con persistenza di alimenti indigeriti nell’intestino e <strong>perdita di sostanze nutritive</strong>. I gattini sono per natura più fragili e questa situazione, in casi estremi, può essere loro anche fatale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong>Pancia gonfia nei gattini: come capire se si tratta di una infezione parassitaria</strong></strong></strong></h2>



<p>I gatti infestati da vermi intestinali possono manifestare diversi <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/sintomi-vermi-intestinali/">sintomi</a>, tra cui dimagrimento improvviso, pelo opaco, vomito, diarrea, debolezza e, nei cuccioli, appunto, l’addome gonfio. In alcuni casi, si possono osservare parassiti nelle feci o vicino all&#8217;ano del gatto, ma nella maggior parte dei casi no.</p>



<p>Il fatto di non vedere i parassiti intestinali ad occhio nudo nelle feci non significa che non siano presenti: le uova rilasciate con le feci sono <strong>molto piccole e invisibili ad occhio nudo</strong>. Per verificare la presenza di parassiti intestinali in caso di pancia gonfia nei gattini, basta effettuare un semplice <strong>esame delle feci dal veterinario</strong>.</p>



<p>Il <strong>trattamento per i vermi intestinali nei gatti</strong> prevede la somministrazione di farmaci specifici prescritti dal veterinario, solitamente sotto forma di compresse o paste orali. Noterete che dopo pochi giorni dal trattamento, l’addome del vostro gattino risulterà più armonioso con il resto del corpo e il suo stato di salute migliorerà visibilmente. È fondamentale <strong>seguire le indicazioni del veterinario</strong> per garantire l’eliminazione completa dei parassiti e <strong>prevenire eventuali recidive</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong><strong><strong>L’importanza della prevenzione</strong></strong></strong></strong></strong></h3>



<p>La prevenzione è essenziale per proteggere il gatto dai vermi intestinali. È consigliabile effettuare regolari controlli veterinari ed esami delle feci, oltre a seguire un <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/drontal/compresse-gatti/">programma di sverminazione periodica</a> indicato dal veterinario.</p>



<p><strong>Attiva ora D-Days</strong>: <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/d-days/">ricevi un messaggio gratuito per ricordarti di proteggere il tuo gattino.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Altre possibili cause della pancia gonfia nei gattini</strong></h2>



<p>I parassiti non sono l’unica causa di addome gonfio. Sfortunatamente esistono alcune malattie che causano <strong>versamento addominale</strong> (ovvero del liquido libero nella pancia), <strong>in questo caso la situazione è seria e non procrastinabile</strong>.</p>



<p>Tra le malattie infettive responsabili della presenza di liquido libero nella pancia del gattino ricordo la <strong>peritonite infettiva felina</strong> (FIP), che nella forma umida causa un’infiammazione del peritoneo con fuoriuscita di liquido. Solitamente l’addome gonfio non è l’unico sintomo ma vi è anche abbattimento, dimagramento, possibili sintomi gastroenterici o febbre.</p>



<p>Questa malattia è <strong>causata da un coronavirus felino</strong> (non trasmissibile all’uomo) che in soggetti fragili replica al di fuori dell’intestino negli altri organi del corpo. In Italia al momento non è disponibile alcun trattamento risolutivo.</p>



<p>Il liquido in pancia può essere anche di altro tipo, ad esempio del <strong>sangue</strong> (come in caso di emorragia interna per traumi o <strong>intossicazione da veleno per topi</strong>) o <strong>versamento non infiammatorio</strong> (quando ad esempio non funziona correttamente il cuore o il fegato).</p>



<p>Tra le cause di distensione addominale <strong>anche l’età è una discriminante</strong>: ad esempio nei gattini molto piccoli e in fase di allattamento la peristalsi intestinale risulta rallentata ma viene stimolata da mamma gatta tramite il leccamento del perineo. Per questo motivo, nei gattini allattati artificialmente l’addome gonfio si accompagna spesso alla presenza di gas nell’intestino, soprattutto se non adeguatamente stimolati. Nelle femmine <strong>dopo i 5-6 mesi</strong>, seppur all’apparenza ancora piccole, non è nemmeno da escludere una <strong>possibile gravidanza</strong>, la maturità sessuale nella specie felina è raggiunta molto precocemente.</p>



<p>Anche l’<strong>eccessiva presenza di feci non eliminate </strong>(costipazione, stitichezza, megacolon) potrebbe determinare una prominenza dell’addome. Infine, non sottovalutate la dieta: un’<strong>alimentazione</strong> oltre i limiti può causare un rigonfiamento della parte addominale del gattino, esattamente come accade a noi umani.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa fare in caso di gonfiore persistente </strong>&nbsp;</h2>



<p>La <strong>visita veterinaria è necessaria</strong> per valutare lo stato di salute del micio e la causa dell’addome gonfio, soprattutto se il piccolo presenta scarso appetito vi consiglio di non temporeggiare!</p>



<p><strong>Se notate una pancia molto gonfia e rotondeggiante per prima cosa osservate il vostro gattino: è attivo? Si alimenta con appetito? Produce feci e urine normalmente e regolarmente?</strong></p>



<p>Riferite questi dettagli al medico veterinario di fiducia che, dopo la visita ed eventuali accertamenti, provvederà a comunicarvi la causa della distensione addominale del vostro gattino.</p>
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		<item>
		<title>Gatti e Natale: a cosa fare attenzione durante questo periodo</title>
		<link>https://www.nemiciinvisibili.it/gatti-e-natale-a-cosa-fare-attenzione-durante-questo-periodo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Capuana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2024 14:37:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Natale è un periodo gioioso, ma anche un momento per leccornie tipiche delle festività e decorazioni con cui addobbare la casa!</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le feste natalizie rappresentano un periodo gioioso o di relax, ma anche un momento dedicato alle leccornie tipiche delle festività e alle decorazioni con cui addobbare la casa! Eppure, <strong>se hai cani o gatti in casa</strong>, sai che anche in questi giorni di festa bisogna fare particolare attenzione alla salute del tuo amico a quattro zampe, perché questo periodo può nascondere <strong>alcune insidie per il nostro micio</strong>. Scopri quali sono i rischi principali e come prevenirli per vivere un Natale sereno e sicuro per tutti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Alimenti pericolosi per i gatti a Natale</strong></strong></h2>



<p>Tra i principali pericoli per i gatti durante le feste troviamo alcuni alimenti tipici della tradizione natalizia.</p>



<p>Al primo posto sicuramente il <strong>cioccolato</strong>, è altamente tossico per i gatti a causa della presenza di teobromina. Attenzione soprattutto al cioccolato <strong>fondente</strong>, che ha una concentrazione maggiore di questa sostanza. La teobromina ha varie azioni tra cui stimolare il rilascio di catecolamine e aumentare la concentrazione di calcio intracellulare, con fenomeni di <strong>accumulo nel fegato</strong>. La tossicità del cioccolato, quindi, dipende dalla concentrazione di cacao e dalla quantità ingerita, e porta a sintomi gastroenterici come vomito e diarrea, fino a tremori, ipereccitazione, convulsioni e mancata coordinazione nei movimenti.</p>



<p>Da evitare assolutamente anche <strong>uva e uvetta</strong>, che possono causare una intossicazione grave con danni renali iperacuti da ingestione, indipendentemente dalla dose. I sintomi sono vomito, abbattimento, diarrea e mancanza di appetito, e la prognosi può essere infausta. <strong>Evitare assolutamente di dare anche solo un piccolo assaggio all’animale, visti i rischi!</strong></p>



<p>Particolare attenzione va posta, in generale, ai <strong>cibi ad alto contenuto di grassi</strong>: i cibi molto grassi implicano un serio rischio di pancreatite, per il gatto, <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/natale-in-arrivo-i-cibi-da-evitare-per-i-cani/">ma anche per il cane</a>.</p>



<p>Ricorda: anche una piccola distrazione può mettere in pericolo la salute del tuo gatto!</p>



<hr class="wp-block-separator has-css-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong><strong>Pericoli delle decorazioni natalizie</strong></strong></strong> <strong>per i gatti</strong></h2>



<p>Le decorazioni natalizie, gli incarti regalo e i giocattoli per bambini possono trasformarsi in vere e proprie trappole per i nostri amici felini.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Corde, fili e nastri</strong>: il loro aspetto giocoso può attirare i gatti, ma se ingeriti possono causare occlusioni intestinali gravi.</li>



<li><strong>Palline e ornamenti fragili</strong>: se rotte, possono provocare tagli o essere ingerite, con rischi pericolosi per l’apparato digerente o respiratorio.</li>
</ul>



<p>La gravità dell’ingestione di questi oggetti dipende da vari fattori, alcuni dipendenti dall’oggetto stesso (dimensioni che possono occludere o no, materiale dissolubile o meno, forma tagliente/acuminata o meno) e dall’apparato dell’animale coinvolto (digerente o respiratorio). Tienili fuori dalla portata del tuo gatto e opta per decorazioni più sicure e resistenti.</p>



<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/grooming-perche-il-gatto-si-lecca/">Grooming: perché il gatto si lecca?</a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Piante natalizie tossiche per i gatti</strong></h2>



<p>Fortunatamente le piante tipiche come la <strong>stella di Natale</strong> e l’<strong>agrifoglio</strong> hanno bassa tossicità ma possono comunque causare sintomi gastrointestinali, dal vomito ai dolori addominali, e l’agrifoglio con le sue foglie può creare danni alle mucose. Il consiglio è quello di posizionare queste piante in luoghi non accessibili per evitare rischi inutili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Attenzione al liquido antigelo!</strong></strong></h2>



<p>Un pericolo spesso sottovalutato è rappresentato dal <strong>liquido antigelo della macchina</strong>. La sua ingestione da parte dei gatti capita più frequentemente di quanto si immagini, anche se sembra impossibile.</p>



<p>Il liquido antigelo è a base di glicole etilenico, una sostanza altamente tossica per i gatti. <strong>Attirati dal suo sapore dolce</strong>, possono ingerirlo accidentalmente, con conseguenze gravi come danni renali acuti.</p>



<p>I sintomi passano attraverso 3 fasi: all’inizio l’animale beve molto, ipersaliva, vomita e ha convulsioni e atassia; entro 24 ore manifesta tachicardia e tachipnea e disidratazione; nelle ore successive, potrebbero comparire sintomi gravi come letargia, iper salivazione, vomito e convulsioni fino al coma. Va da sé, quindi, che questa sostanza è assolutamente da evitare anche in minime dosi e va tenuta il più possibile lontana e al sicuro dai propri gatti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p>Prendersi cura dei propri animali durante il periodo natalizio richiede un po&#8217; di attenzione in più, ma è un gesto d’amore che garantirà a tutti di vivere un Natale pieno di felicità e sicurezza. Buone feste a te e al tuo gatto!</p>



<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/passaporto-e-non-solo-cosa-serve-per-andare-in-vacanza-con-cane-e-gatto/">Passaporto e non solo: cosa serve per andare in vacanza con cane e gatto</a></p>
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		<title>Perché il mio gatto caccia? L’istinto predatorio e i rischi annessi</title>
		<link>https://www.nemiciinvisibili.it/perche-il-mio-gatto-caccia-listinto-predatorio-e-i-rischi-annessi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 08:16:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nemiciinvisibili.it/?p=9057</guid>

					<description><![CDATA[<p>I gatti sono carnivori e i loro antenati selvatici sono degli esperti cacciatori che predano piccoli roditori, uccelli e insetti.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<pre class="wp-block-verse"><em>A cura di <a href="https://www.ewaprinci.it/chi-sono/">Ewa Princi</a>
Etologa ed esperta di comportamento e psicologia dei gatti</em></pre>



<p>Perché il mio gatto caccia? <strong>I gatti sono carnivori obbligati e, nonostante la domesticazione, mantengono gran parte dei comportamenti tipici dei loro antenati selvatici</strong>, <strong>tra cui la caccia</strong> e l’istinto predatorio. Le strategie di caccia influenzano il loro modo di interagire con l’ambiente e con gli esseri umani. I gatti domestici discendono infatti da abili cacciatori solitari, specializzati nella predazione di piccoli roditori, uccelli e insetti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché i gatti cacciano? Per puro istinto</strong></h2>



<p>I gatti selvatici di solito mangiano una serie di piccoli pasti durante il giorno, e <strong>cacciano preferibilmente intorno all&#8217;alba e al tramonto</strong>, quando la loro vista e l&#8217;udito funzionano perfettamente in condizioni di scarsa illuminazione .</p>



<p>I gatti sono animali crepuscolari.&nbsp; Ciò significa che sono più attivi durante la prima serata e la mattina, all’alba e sono questi i momenti in cui hanno le maggiori possibilità di incontrare le prede.</p>



<p>Difatti la motivazione alla base del cacciare le prede è solo in parte legata alla fame. Inoltre, essendo il gatto un <strong>cacciatore solitario</strong>, si affida esclusivamente a se stesso per cacciare e di conseguenza <strong>spesso i suoi tentativi di catturare le prede falliscono.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-css-opacity is-style-default"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il gatto porta la preda in casa? È normale</strong></h2>



<p>I gatti hanno dunque assunto un comportamento opportunistico in associazione alla caccia e al bisogno di alimentarsi, il che significa che cambiano i loro schemi di attività a seconda della disponibilità di cibo.</p>



<p>Quindi, se si presenta l&#8217;opportunità di cacciare, un gatto seguirà questa opportunità, <strong>indipendentemente dal fatto che abbia fame o meno</strong> in quel momento.</p>



<p>Questo spiega perché molti gatti partecipano al comportamento di caccia ma non necessariamente uccidono o consumano la preda che catturano, ma la portano a casa o la lasciano all’ingresso come trofeo, per la gioia del proprietario.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il gatto non caccia sempre per uccidere (e mangiare)</strong></h2>



<p>La capacità di cacciare richiede abilità e tecnica che possono essere apprese e guadagnate solo attraverso la pratica. <strong>I gatti infatti nascono già con l’istinto predatorio</strong> che viene innescato grazie a dei segnali stimolo ma i gattini affinano le abilità tecniche durante le prime settimane di vita, giocando con i loro fratellini e seguendo l&#8217;esempio della madre.</p>



<p>Attraverso il gioco, sviluppano la coordinazione e il tempismo necessari per catturare con successo il loro obiettivo. Imparano ad adattare la loro velocità alla velocità degli oggetti in movimento. Imparano a misurare la distanza balzando. Il gioco dà al gattino la possibilità di imparare a esprimere giudizi in base all&#8217;esperienza.</p>



<p>I gatti nascono con un istinto di caccia, quindi, ma non sono necessariamente cacciatori nati che uccidono per il cibo. <strong>Uccidere e mangiare prede sono generalmente comportamenti appresi</strong>. La fame non insegnerà automaticamente a un gatto a uccidere. Un gatto può essere un abile killer di topi e tuttavia non mangiare mai un singolo topo o addirittura desiderare di mangiarne uno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tutti i gatti sono cacciatori?</strong></h2>



<p>I gatti domestici vengono nutriti con il latte materno, ma quando&nbsp; inizia la fase di svezzamento, il cibo solido è solitamente fornito dagli umani. Le gatte madri domestiche potrebbero non considerare lo sviluppo delle abilità di caccia tanto importanti quanto i gatti selvatici. <strong>I gattini allevati in casa hanno un certo istinto di caccia, ma non sono in grado di sviluppare adeguatamente queste abilit</strong><strong>à</strong>. Questo è il motivo per cui molti gatti domestici potrebbero non essere in grado di uccidere correttamente la preda o non mangiarla.</p>



<p>Nelle cucciolate in cui i gattini non sono adeguatamente esposti alla preda, l&#8217;efficienza nella caccia diminuirà tra le 6 e le 12 settimane di età. Per questo motivo la capacità di cacciare di un gatto varierà. Alcuni di loro potrebbero essere più abili, altri potrebbero cacciare, ma non uccidere e altri ancora non mostreranno molto interesse per la caccia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Domande frequenti di possessori di gatti</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading has-black-color has-text-color">1) Perché il mio gatto porta la preda in casa?</h3>



<p>L’istinto di riportare la preda in un ambiente sicuro prima di mangiarla è un comportamento naturale nei gatti e <strong>mostra in realt</strong><strong>à </strong><strong>che il tuo gatto si sente sicuro a casa</strong>.</p>



<p>Anche se questo non è sempre così piacevole, non dovresti punire il tuo gatto per aver semplicemente soddisfatto i suoi istinti naturali.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-black-color has-text-color">2) Il mio gatto porta a casa i topi vivi e poi gioca con loro. Perché?</h3>



<p>Può sembrare crudele, ma i gatti non portano a casa topi vivi e ci giocano per divertimento.</p>



<p>Giocando con il topo o con un altro piccolo animale e stancandolo, <strong>il tuo gatto si sta essenzialmente assicurando di poterlo uccidere senza ferirsi</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-black-color has-text-color">3) Perché il mio gatto caccia in casa anche se non ha fame?</h3>



<p>La motivazione del tuo gatto a cacciare non è influenzata dal fatto che abbia o meno fame.</p>



<p>L&#8217;unica cosa che potrebbe cambiare è l&#8217;intensità e la durata della sessione di caccia; <strong>i gatti che non hanno fame cattureranno comunque la preda ma potrebbero non ucciderla o mangiarla</strong>.</p>



<p>I gatti infatti non hanno bisogno di essere affamati per cacciare. È il suono e la vista di una preda in movimento che fornisce lo stimolo per inseguire e catturare, un comportamento programmato naturale. Questo è uno dei motivi per cui l&#8217;aggressività del gattino che afferra le tue caviglie o mani in movimento può rivelarsi così intensa!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il gatto caccia i topi? Occhio ai parassiti intestinali</strong></h2>



<p>Tra i tanti rischi che il tuo gatto può incontrare all’esterno mentre è in cerca delle sue prede (essere investito, animali selvatici, aggressioni con altri gatti ecc…) c’è anche quello di contrarre dei <a href="https://nemiciinvisibili.it/i-parassiti-intestinali-nei-cani-e-nei-gatti/"><strong>parassiti intestinali</strong></a>.</p>



<p>La <a href="https://nemiciinvisibili.it/vermi-piatti/">tenia</a>&nbsp; ad esempio è un parassita molto frequente tra i felini e quelle più diffuse sono <em>Dipylidium caninum</em> e <em>Taenia taeniaeformis</em>. In quest’ultima, <strong>l’ospite intermedio è il roditore di campagna</strong>, il classico topolino delle zone più rurali, che può diventare il pasto o il gioco del gatto e quindi trasmettergli il parassita.</p>



<p>Ecco che, il nostro amico cacciatore, nel soddisfare il suo bisogno naturale e istintivo, quello della predazione, può incorrere anche in questo pericolo.</p>



<p>Nei gatti che cacciano frequentemente roditori, lucertole, mosche, lumache ed altre piccole prede, infatti, <a href="https://nemiciinvisibili.it/parassiti-intestinali-prevenzione-e-cura/">è necessaria una sverminazione regolare e più frequente</a>.</p>



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<p></p>
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		<title>Cosa sapere prima di prendere un gattino e preparare casa al suo arrivo</title>
		<link>https://www.nemiciinvisibili.it/come-accogliere-un-gattino-in-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Capuana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 15:58:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accogliere un gattino in casa è un momento emozionante e gioioso, ma richiede anche una preparazione adeguata per garantire il benessere del nuovo arrivato. Questo articolo offre una guida pratica su come preparare la casa per l'arrivo di un gattino, prendendo in considerazione tutto il necessario per le prime cure fino ai consigli per un inserimento sereno per tutta la famiglia.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
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<pre class="wp-block-preformatted"><em>A cura del Medico Veterinario 
Dr.ssa Cristina Cosio 
@dr.ssa_cosio_veterinaria</em></pre>



<p>Che emozione! Dare il benvenuto ad un gattino nella propria casa è un evento importante che arricchirà la vostra vita per i successivi 15-20 anni.</p>



<p>Accogliere un gattino in casa è un momento emozionante e gioioso, ma richiede anche una preparazione adeguata per garantire il benessere del nuovo arrivato. Questo articolo offre una guida pratica su come preparare la casa per l&#8217;arrivo di un gattino, prendendo in considerazione tutto il necessario per le prime cure fino ai consigli per un inserimento sereno per tutta la famiglia.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Come preparare la casa per l’arrivo di un gattino?</strong></strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading">Ciotole, acqua e cibo adeguato</h3>



<p>Sicuramente avrete bisogno di preparare alcune <strong>ciotole basse e ampie </strong>per il cibo, preferibilmente in acciaio o ceramica, e <strong>una più fonda per l’acqua</strong>.</p>



<p>Le ciotole andranno lavate e l’acqua cambiata quotidianamente. Posizionatele in un posto tranquillo, non accanto alla cassetta per la lettiera.</p>



<p>Alcuni gatti amano l’acqua corrente, come alternativa alla normale ciotola per l’acqua potreste fornirvi anche di una <strong>fontanella</strong> lasciando al gattino la doppia opzione.</p>



<p>Indispensabile anche un <strong>cibo “kitten”</strong> (secco e/o umido) da offrire al nuovo arrivato, se possibile continuate con la stessa marca e gusto somministrato prima della vostra adozione per evitare cambi alimentari improvvisi che potrebbero <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/3-abitudini-che-espongono-il-gatto-al-rischio-vermi-intestinali/">alterare il suo equilibrio intestinale</a>. Ogni cambiamento successivo andrà effettuato in modo graduale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La lettiera</h3>



<p>La <strong>cassetta</strong> e la <strong>lettiera</strong> sono indispensabili anche per i gattini che avranno successivo accesso all’esterno: inizialmente infatti <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/perche-il-mio-gatto-caccia-listinto-predatorio-e-i-rischi-annessi/">si sconsiglia di far uscire il gattino</a> per consentire l’ambientamento e la famigliarizzazione con la nuova famiglia umana come suo nuovo riferimento. Scegliete una lettiera non polverosa e non profumata. Servirà anche una <strong>paletta</strong> per pulire la lettiera quotidianamente. La cassetta deve adattarsi alla dimensione del gatto, in linea generale prendetela il più ampia possibile. In caso di adozione di più gatti il numero di cassette dovrà essere una in più del numero di gatti. Esistono anche delle cassette autopulenti automatizzate per chi predilige la comodità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Giochi e tiragraffi</h3>



<p>Non possono mancare per il vostro gattino anche alcuni <strong>giochi</strong> con dimensioni adeguate all’età e in materiale non tossico/ingeribile.</p>



<p>I <strong>tiragraffi </strong>sono molto utili per proteggere la nostra casa offrendo un’adeguata alternativa al gatto per farsi le unghie. Personalmente consiglio quelli a “L” che consentono al gattino di farsi le unghie sia in orizzontale che in verticale. La posizione migliore è spesso vicino all’angolo di un divano per evitare la tentazione di farsi le unghie su quel tessuto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il trasporto</h3>



<p>Affinché il trasporto verso casa avvenga in sicurezza dobbiamo procurarci necessariamente un <strong>trasportino</strong>, preferibilmente rigido, robusto e con apertura dall’alto (o con la possibilità di aprirlo completamente scoperchiandolo in quanto questa caratteristica lo renderà molto pratico durante le visite veterinarie).</p>



<p>All’interno del trasportino posizionare una traversina o stoffa assorbente. È possibile inoltre coprirlo con un telo durante il trasporto in auto per ridurre lo stress al gatto.</p>



<p>Spruzzare all’interno degli <strong>spray a base di ferormoni</strong> felini potrebbe aiutare a rassicurare il gattino.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Appena arrivati a casa! Che si fa?</h3>



<p>Aprite l’ingresso del trasportino nella stanza che avrete predisposto e lasciate che sia il gattino a decidere quando <strong>uscire ed esplorare</strong> la vostra casa. Cercate di mantenere l’<strong>ambiente</strong> circostante <strong>tranquillo</strong> e resistete alla tentazione di coccolarlo immediatamente. Lasciate che sia lui a venire da voi. Dopo i primi giorni di ambientazione lasciategli esplorare il resto della casa (se messa in sicurezza a misura di gatto, attenzione soprattutto a balconi e alla possibilità di uscire all’esterno). In alternativa potete anche tenerlo nella stessa stanza per alcune settimane, senza fargli mancare molta socializzazione con tutti i membri della famiglia.</p>



<p>Prenotate una <strong>visita veterinaria</strong> per valutare il suo stato di salute ed impostare tutti i successivi appuntamenti per <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/vermi-intestinali-del-gatto">sverminazioni</a>, vaccini, esami etc.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa fare se in casa ci sono altri gatti</h3>



<p>Introdurre correttamente un nuovo membro <strong>in presenza di altri gatti</strong> è fondamentale e contribuisce a ridurre successivi conflitti.</p>



<p>Le prime settimane insieme ad un nuovo gattino influenzeranno il modo in cui si integrerà con la vostra famiglia e con il resto del mondo: stabilite delle regole e delle routine condivise con tutti i membri della famiglia con l’obiettivo di crescere un gattino in salute, felice e socievole. All’occorrenza chiedete consiglio al vostro Medico Veterinario di fiducia.</p>



<p>Attenzione! Chiedete al vostro medico veterinario di fiducia una <strong>consulenza</strong> prima di adottare il nuovo gattino per controllare tutti i vaccini e i <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/antiparassitari-per-cani-e-gatti-guida-alla-scelta/">trattamenti antiparassitari</a> dei vostri animali. Informatevi inoltre sul modo migliore e sulle tempistiche per introdurre la new entry in famiglia: tranne che in rare eccezioni si consiglia inizialmente un periodo di <strong>isolamento</strong> per il nuovo gattino per evitare la trasmissione potenziale di malattie in fase di incubazione o poco sintomatiche.</p>



<p>Vi auguro una splendida avventura insieme al vostro nuovo gattino!</p>



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<p><a id="_msocom_1"></a></p>
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		<item>
		<title>Cosa fare quando si trovano gattini abbandonati</title>
		<link>https://www.nemiciinvisibili.it/cosa-fare-quando-si-trovano-gattini-abbandonati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Capuana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 10:04:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nemiciinvisibili.it/?p=21225</guid>

					<description><![CDATA[<p>I gattini sono meravigliosi, dobbiamo ammetterlo! Inconsciamente ognuno di noi ne è attratto quando ne vede uno vagante. Può anche capitare, nei quartieri delle nostre città o nei paesi di provincia, di trovare dei gattini appena nati e avere il desiderio di intervenire subito.</p>
<p>Ma prima di avvicinarci per prenderli, tuttavia, è bene tenere a mente alcune accortezze.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<hr class="wp-block-separator has-css-opacity is-style-default"/>



<pre class="wp-block-preformatted"><em>A cura del Medico Veterinario 
Dr.ssa Cristina Cosio 
@dr.ssa_cosio_veterinaria</em></pre>



<p>I gattini sono meravigliosi, dobbiamo ammetterlo! Inconsciamente ognuno di noi ne è attratto quando ne vede uno vagante. Può anche capitare, nei quartieri delle nostre città o nei paesi di provincia, di trovare dei gattini appena nati e avere il desiderio di intervenire subito.</p>



<p>Ma prima di avvicinarci per prenderli, tuttavia, è bene tenere a mente alcune accortezze.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Cosa fare prima di prendere i gattini</strong></strong></h2>



<p>Prima cosa: non toccare per nessun motivo al mondo i piccoli gattini.</p>



<p>Capita a volte di scorgere cucciolate in luoghi insoliti, ad esempio in garage dismessi, tra pile di legna o all’interno di scatole nei cortili. Se è questo il caso, <strong>osservate i gattini</strong>, cercate di capire se hanno gli occhi aperti e camminano da soli, ma soprattutto, nel caso in cui siano veramente piccoli, chiedetevi se in quel preciso momento siano davvero in pericolo. Se così non fosse, pensate che non tutti i gattini sono abbandonati. Anzi, <strong>spesso le mamme gatte potrebbero allontanarsi dai cuccioli</strong> spaventate dalla vostra presenza, o essere momentaneamente lontane dai gattini, in cerca di cibo, quindi <strong>prima di toccare</strong> o portare via i piccoli provate ad allontanarvi e ad osservare i dintorni in cerca della madre.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Se mamma gatta è presente, come posso essere d’aiuto?</strong></strong></h2>



<p>Se mamma gatta è presente, i gattini sono sicuramente curati e nutriti, quindi <strong>non dovete assolutamente toccarli</strong>. Rischiereste di far spaventare la madre e farli spostare di tutta fretta o, peggio ancora, che <strong>non riconosca più il loro odore,</strong> abbandonandoli al loro destino. <strong>Niente e nessuno può sostituire mamma gatta</strong>: allontanare dei gattini prima del tempo dalle cure materne mette a forte repentaglio la loro sopravvivenza e, anche se riuscissero a salvarsi, sarebbero a forte rischio di sviluppare patologie comportamentali causate da una disregolazione emozionale e dall’assenza di autocontrolli. Mamma gatta non ha solo il ruolo di allattare ma è la base sicura per il gattino, funge da modello e risponde a tutti i suoi bisogni emotivi. Una balia umana, anche con tutto l’impegno, non potrà mai assolvere a questi ruoli. <strong>Se volete essere d’aiuto portate del cibo a mamma gatta</strong> e cercate di guadagnarvi la sua fiducia. Solo allora potrete fare la conoscenza della cucciolata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Cosa fare se i gattini sono senza madre</strong></strong>?</h2>



<p>I gattini molto piccoli potrebbero dover essere allattati artificialmente se tolti alla madre prima del tempo. Ricordatevi che la decisione di “salvare” un gattino è personale e impegna la persona che la compie a provvedere al gattino in toto. Le associazioni volontarie ed i veterinari sono spesso sommerse da persone che hanno recuperato gattini all’aperto e poi sostengono di non potersene occupare, pretendendo che altri si facciano carico della questione. In generale è sempre importante controllare che il gattino abbia bisogno veramente di essere “salvato”, ma soprattutto, se poi non potete occuparvene, accertatevi della reale necessità del vostro gesto.</p>



<p>Se il gattino è veramente <strong>senza madre</strong> o <strong>in una situazione di pericolo</strong> (per esempio se si trova in mezzo alla strada), avvolgetelo in una coperta per tenerlo al caldo e ponetelo in un trasportino o in un luogo dal quale non possa cadere accidentalmente durante il trasporto o fuggire. Portatelo quindi da un veterinario al più presto per stabilirne lo stato di salute, far stimare l’età, capirne il sesso e soprattutto per farvi spiegare nel dettaglio come debba essere accudito. I gattini <strong>sotto le quattro settimane</strong> sono estremamente delicati e piccoli errori di gestione potrebbero risultare fatali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Se il gatto è già grande e sembra abbandonato</strong>?</h2>



<p>In caso in cui il piccolo felino fosse abbastanza grande ed autosufficiente, la visita dal medico veterinario risulta comunque importante per la ricerca del <strong>microchip</strong>: fortemente consigliato a tutti i gatti, è diventato obbligatorio in Lombardia dal 2020 ma non nel resto d’Italia. In caso di presenza del microchip il veterinario sarà in grado di contattare il proprietario e riunire il gattino disperso alla sua famiglia.</p>



<p>Nel caso in cui non avesse il microchip, il consiglio è quello di pubblicare la sua fotografia sui social, mettere dei volantini, avvisare veterinari e gattili del ritrovamento, per consentire ad un eventuale proprietario preoccupato di recuperare il gatto.</p>



<p>Nel frattempo potete accudirlo fornendo del cibo per gattini (kitten) secco o umido e una lettiera. Nel caso aveste altri gatti (o cani) a casa, ricordate che il nuovo arrivato potrebbe costituire un <strong>rischio biologico per i vostri animali</strong>. È necessario tenerli separati stando estremamente attenti alle misure igieniche finché un medico veterinario non avrà stabilito che non costituisce un rischio per i vostri animali. In particolare potrebbe trasmettere pulci, zecche, <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/vermi-intestinali-del-gatto/">parassiti intestinali</a>&nbsp; o malattie infettive.</p>



<p>A volte sono i gattini a scegliere in qualche modo la loro nuova famiglia: con le dovute accortezze, accogliere un piccolo felino in casa può diventare una bellissima esperienza; sono fermamente convinta che chi non ama i gatti è perché ancora non li conosce bene!</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>
<p>L'articolo <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/cosa-fare-quando-si-trovano-gattini-abbandonati/">Cosa fare quando si trovano gattini abbandonati</a> proviene da <a href="https://www.nemiciinvisibili.it">Nemici Invisibili</a>.</p>
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		<title>Gli strongili polmonari del cane e del gatto: attenzione alle lumache</title>
		<link>https://www.nemiciinvisibili.it/gli-strongili-polmonari-del-gatto-e-del-cane-attenzione-alle-lumache/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2023 10:34:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nemiciinvisibili.it/?p=9973</guid>

					<description><![CDATA[<p>I vermi polmonari sono parassiti che possono provocare una malattia conosciuta come strongilosi polmonare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/gli-strongili-polmonari-del-gatto-e-del-cane-attenzione-alle-lumache/">Gli strongili polmonari del cane e del gatto: attenzione alle lumache</a> proviene da <a href="https://www.nemiciinvisibili.it">Nemici Invisibili</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<hr class="wp-block-separator has-css-opacity is-style-default"/>



<pre class="wp-block-preformatted"><em>A cura del Medico Veterinario</em>
<em>Dr. Giuseppe Faranda</em>
<em><a href="https://www.instagram.com/drbepsvet/" rel="nofollow"><strong>@drbepsvet</strong></a></em></pre>



<p>Tra i parassiti che possono infettare sia cane che gatto ci sono i&nbsp;<strong>vermi polmonari</strong>, che possono provocare una malattia conosciuta come&nbsp;<strong>strongilosi polmonare</strong>&nbsp;.</p>



<p>Tra i metodi di infestazione, l’abitudine dei gatti a cacciare piccoli vertebrati (<strong>uccellini e piccoli rettili, mammiferi</strong>) e&nbsp;<strong>invertebrati come le lumache</strong>, è un comportamento a rischio per questa parassitosi.</p>



<p>Come vi dicevamo tempo fa,&nbsp;<a href="https://nemiciinvisibili.it/perche-il-mio-gatto-caccia-listinto-predatorio-e-i-rischi-annessi/">la caccia</a>&nbsp;rimane uno dei principali&nbsp;<a href="https://nemiciinvisibili.it/3-abitudini-che-espongono-il-gatto-al-rischio-vermi-intestinali/">comportamenti a rischio dei nostri felini</a>.</p>



<p>Come i nostri amici a quattro zampe possono contrarre questi parassiti e&nbsp;<strong>chi è il soggetto intermedio</strong>&nbsp;che può rappresentare il principale protagonista del contagio? Ma…le lumache (e le chiocciole)!</p>



<p>La vera protagonista di questo articolo è, infatti, la&nbsp;<strong>lumaca</strong>. Ghiotta di erba, questo gasteropode può ingerire, insieme al suo normale pasto vegetariano, delle&nbsp;<strong>piccole larve&nbsp;di strongili </strong>presenti nelle feci<strong>&nbsp;di cani o gatti infestati</strong>, che al suo interno si sviluppano fino a raggiungere lo stadio infestante (L3)</p>



<p><strong>Diversamente da quanto si pensi, la strongilosi polmonare non è una parassitosi esclusiva del gatto</strong>&nbsp;anche se statisticamente più presente in questa specie – diciamo che cacciano un po’ di più!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si infesta il gatto?</strong></h2>



<p><strong>Le lumache sono ospiti intermedi degli strongili</strong>, il cui vero obiettivo è infettare quelli che saranno invece <strong>gli ospiti definitivi: i cani e i gatti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cosa sono gli strongili polmonari</strong></h2>



<p>Gli <strong>strongili polmonari</strong> sono <a href="https://nemiciinvisibili.it/i-vermi-tondi/">nematodi (vermi tondi)</a>; <strong>infestano l’apparato respiratorio</strong> dei nostri cani e gatti, e in particolar modo <strong>il parenchima polmonare, anche se le larve risalgono tutto l’albero respiratorio e vengono poi deglutite, terminando nelle feci dell’animale infetto (e quindi nell’ambiente esterno)</strong>.<br>Qui “costruiscono il loro nido”, formando dei noduli che talvolta possono trasformarsi in <strong>granulomi</strong>. Le larve che schiudono dalle uova risalgono fino in trachea dove, <strong>grazie a dei colpi di tosse</strong>, arrivano in laringe e faringe ed in seguito deglutite per poter arrivare a livello gastroenterico ed essere eliminate con le feci.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Diffusione e contagio degli strongili polmonari nei gatti e nei cani</strong></h2>



<p>A differenza <a href="https://nemiciinvisibili.it/i-parassiti-intestinali-nei-cani-e-nei-gatti/">degli altri vermi</a>, <strong>gli strongili polmonari non colonizzano l’intestino</strong>, ma vengono eliminati (nella loro forma larvale) tal quali, <strong>tramite le feci</strong>.</p>



<p>Quale ragione spinge dei parassiti polmonari a ‘viaggiare’ fino ad un altro apparato non di loro gradimento?</p>



<p>La motivazione è una sola:&nbsp;<strong>da qui, le larve possono diffondersi nell’ambiente tramite le deiezioni</strong>, in modo da poter infestare più soggetti possibili e garantire una&nbsp;<strong>sopravvivenza alla loro specie</strong>.</p>



<p>La larva nelle feci non è difatti la vera forma infestante degli strongili, ma solo il primo stadio.</p>



<p>Per diventare infestante, ha bisogno di completare un ciclo di maturazione (in adeguate condizioni di temperatura)&nbsp;<strong>all’interno del corpo di alcuni ospiti intermedi</strong>.</p>



<p>Sono proprio&nbsp;<strong>le lumache</strong>&nbsp;le protagoniste di questo passaggio, insieme ai piccoli vertebrati solitamente cacciati dai gatti, cioè&nbsp;<strong>rane, uccelli e piccoli mammiferi</strong>, che sono chiamati&nbsp;<strong>ospiti paratenici</strong>&nbsp;(in cui non c’è una progressione di sviluppo del parassita) e che ingeriscono la lumaca infestata.</p>



<p>Una volta che i nostri amici a quattro zampe ingeriscono uno di questi ospiti, le larve penetrano la mucosa gastroenterica entrando in circolo. In questo modo arrivano fino al cuore che le spingerà&nbsp;<strong>nei polmoni</strong>, dove matureranno e si stabiliranno per&nbsp;<strong>ripetere il loro ciclo riproduttivo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i gatti e i cani maggiormente esposti?</strong></h2>



<p>Questa parassitosi, per ovvi motivi, è tipica di quei <strong>gatti o cani che sono liberi di uscire e cacciare sul territorio</strong>. I soggetti che non sono mai venuti a contatto con il parassita sono, inoltre, più sensibili all’infestazione parassitaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I sintomi della strongilosi polmonare</strong></h2>



<p>Questa malattia ha una&nbsp;<strong>forte ripercussione a livello respiratorio, che varia a seconda del tipo di strongilo che infesta l’animale e a seconda che questi sia cane o gatto (ed è più grave nei giovani) </strong>. Il sintomo più comune è la&nbsp;<strong>tosse cronica</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>resistente alle terapie antibiotiche</strong>, che si aggrava con l’esercizio fisico e lo stress. Associate a quest’ultima, possiamo avere&nbsp;<strong>tachipnea e dispnea (respiro accelerato e irregolare)</strong>; la situazione peggiora se si instaurano sovrainfezioni batteriche o virali, e possono portare l’animale ad essere inappetente, senza voglia di muoversi e all’anoressia e disidratazione.</p>



<p>Si registrano sintomi&nbsp;<strong>molto più gravi in soggetti deboli e immunodepressi</strong>&nbsp;o con una carica infestante molto alta.</p>



<p>Spesso e per fortuna, l’infestazione da strongili e la sua manifestazione seguono un andamento cronico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come capire se il mio gatto è stato infestato dagli strongili polmonari</strong></h2>



<p><strong>Sarà la tosse a destare il sospetto</strong>&nbsp;di un’infestazione da vermi polmonari.</p>



<p>Tramite una&nbsp;<strong>radiografia toracica</strong>&nbsp;si potranno evidenziare alterazioni a livello del tessuto polmonare ma, la vera e propria&nbsp;<strong>diagnosi</strong>&nbsp;può essere confermata soltanto evidenziando la presenza dei parassiti.</p>



<p>Purtroppo, l’eliminazione delle larve non avviene in maniera costante nelle feci e per questo motivo viene effettuato&nbsp;<strong>un esame delle feci molto particolare</strong>, chiamato di&nbsp;<strong>Baermann</strong>, che prevede la raccolta di più campioni, in diversi giorni.</p>



<p>Talvolta, le larve vengono anche visualizzate nel&nbsp;<strong>lavaggio bronco-alveolare (BAL)</strong>&nbsp;nel caso venga effettuato come tecnica diagnostica (non usuale e molto invasivo).</p>



<p><strong>Nel cane</strong>&nbsp;esistono anche dei&nbsp;<strong>test su sangue</strong>&nbsp;che possono confermare la positività alla parassitosi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cura della strongilosi polmonare</strong></h2>



<p>Spesso per il suo andamento cronico e autolimitante, la sintomatologia respiratoria non viene attribuita agli strongili e la terapia sintomatica può essere risolutiva.</p>



<p>In casi di&nbsp;<strong>massiva infestazione parassitaria</strong>, invece, è necessario ricorrere ad una&nbsp;<strong>terapia antielmintica</strong>&nbsp;(che elimini i vermi responsabili). Nel gatto si ricorre a comodissime soluzioni&nbsp;<strong>spot on</strong>, mentre, per il cane si utilizzano può essere uno spot on specifico o un prodotto per bocca.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La prevenzione è la miglior cura</strong></h2>



<p>Cosa c’è da apprendere da quanto detto, dunque? I parassiti interni del cane e del gatto non hanno solo una localizzazione intestinale, e, di conseguenza,&nbsp;<strong>la sintomatologia della strongilosi polmonare non è legata solo a diarrea, inappetenza, vomito e addome dolente</strong>.</p>



<p><strong>Sottovalutare sintomi respiratori</strong>&nbsp;come la tosse non è mai corretto, a maggior ragione se si ha il sospetto che possano esserci dei nemici invisibili &nbsp;&nbsp;a scatenarli.</p>



<p>Il dialogo con il vostro Vet e qualche semplice indagine diagnostica non possono che aiutarvi a escludere l’eventualità che il vostro cane o il vostro gatto siano affetti dagli strongili polmonari.</p>



<p><a id="_msocom_1"></a></p>



<p><a id="_msocom_1"></a></p>
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		<title>Vermi nei gatti: 3 situazioni a cui fare attenzione</title>
		<link>https://www.nemiciinvisibili.it/3-abitudini-che-espongono-il-gatto-al-rischio-vermi-intestinali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 11:33:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nemiciinvisibili.it/?p=9757</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abitudini come il grooming, l’esplorazione del mondo esterno, la caccia sono a rischio vermi intestinali. Proteggi il tuo gatto.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<hr class="wp-block-separator has-css-opacity is-style-default"/>



<pre class="wp-block-preformatted"><em>A cura del Medico Veterinario</em>
<em>Dr. Giuseppe Faranda</em>
<em><a href="https://www.instagram.com/drbepsvet/"><strong>@drbepsvet</strong></a></em></pre>



<p>I gatti possono incorrere nelle infestazioni da vermi intestinali in diversi modi. Atteggiamenti come leccarsi il pelo (<a href="https://nemiciinvisibili.it/grooming-perche-il-gatto-si-lecca/">grooming</a>), l’esplorazione del mondo esterno e la <a href="https://nemiciinvisibili.it/perche-il-mio-gatto-caccia-listinto-predatorio-e-i-rischi-annessi/">caccia</a> sono da considerarsi assolutamente naturali e tipici di ogni gatto, ma possono anche rappresentare occasioni di <a href="https://nemiciinvisibili.it/parassiti-intestinali-sono-davvero-invisibili-sintomi-e-prevenzione/">contagio da parassiti intestinali</a>, soprattutto se il gatto è molto giovane, oppure se non è adeguatamente protetto con un <a href="https://nemiciinvisibili.it/antiparassitari-per-cani-e-gatti-come-quali-e-quando-usarli/">antiparassitario</a> apposito.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Come capire se il gatto ha i vermi intestinali</strong></strong></h2>



<p>Capire se un gatto ha i vermi intestinali non è sempre così semplice. I <strong>sintomi</strong> correlati a una parassitosi intestinale nel gatto sono in genere <strong>diarrea, vomito, inappetenza, stanchezza e apatia</strong>. Tuttavia, la sintomatologia generata dalle parassitosi intestinali è spesso aspecifica, ed è per questo che è così difficile individuare un’infestazione da vermi intestinali. Questo significa che questi sintomi possono essere ascrivibili anche ad altri disturbi di varia natura: una patologia virale, un disordine gastro enterico primario, per esempio, possono generare gli stessi sintomi clinici.</p>



<p>In caso di infezione da <a href="https://nemiciinvisibili.it/gli-ascaridi-nei-cani-e-nei-cuccioli-come-avviene-il-contagio/">ascaridi</a> o <a href="https://nemiciinvisibili.it/pulci-e-parassiti-intestinali-nei-cani-e-nei-gatti-quale-e-il-legame/">tenie</a>, tuttavia, possiamo accorgerci della presenza di questi parassiti per esempio controllando le feci, perché questi vengono generalmente <strong>espulsi tramite la defecazione</strong> del nostro micio, oppure ispezionando il pelo attorno al sederino del nostro gatto, nel quale possono essere presenti, e visibili, questi parassiti. È quindi sempre <strong>necessario il confronto con il veterinario</strong> per avere la certezza della loro presenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gatti e vermi: 3 rischiose abitudini dei nostri amici felini</strong></h2>



<p>Ci sono delle situazioni che possono favorire l’infestazione parassitaria nei nostri gatti. Ne elenchiamo 3, che sono le più comuni e potenzialmente pericolose.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1)<strong>&nbsp;<strong>LECCARSI E PULIRSI IL PELO</strong></strong></h2>



<p>Sicuramente avrete visto moltissime volte il vostro gatto dedicarsi al&nbsp;grooming. La pulizia del pelo è un gesto che il gatto compie quotidianamente per&nbsp;<strong>pulirsi il mantello, rimuovere i peli morti, lo sporco e anche i parassiti</strong>. Solo un proprietario di gatti sa quanto tempo i nostri mici passino alla cura attenta e meticolosa del loro pelo. Grazie a quest’azione, tuttavia, è possibile che&nbsp;<strong>ingurgitino pulci o uova di vermi presenti sul proprio corpo</strong>, dando il via al ciclo del parassita intestinale. Il grooming non è solo un gesto di abituale pulizia: tra più gatti diventa infatti un&nbsp;comportamento di socializzazione&nbsp;e viene chiamato&nbsp;<strong><a href="https://nemiciinvisibili.it/allogrooming-perche-i-gatti-si-leccano-tra-loro/">allogrooming</a></strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2)&nbsp;<strong>LA CACCIA FELINA</strong></h2>



<p>Molti piccoli animaletti – rettili, anfibi, chiocciole e <a href="https://nemiciinvisibili.it/gli-strongili-polmonari-del-gatto-e-del-cane-attenzione-alle-lumache/">lumache</a> &#8211; possono essere&nbsp;<strong>ospiti intermedi di vermi intestinali o polmonari</strong>. La colonizzazione di questi animali, <strong>comunemente cacciati dal gatto</strong> che frequenta gli ambienti esterni, è una vera e propria strategia di sopravvivenza dei parassiti. In questo modo si garantiscono la possibilità di raggiungere l’obiettivo finale: colonizzare l’apparato digerente dei nostri gatti predatori. </p>



<p>Ma come impedire a un gatto libero di uscire di casa, di cacciare le sue piccole prede? Non sempre è così semplice. Anatomicamente, in effetti, i gatti hanno uno stomaco piccolo che li induce a delle abitudini alimentari decisamente diverse da quelle dei cani: i loro pasti sono piccoli e frequenti e pertanto possono passare gran parte del loro tempo a cacciare piccole prede per mantenersi attivi. </p>



<p>Incoraggiare il proprio gatto a giocare in casa piuttosto che uscire in natura, fornirgli pasti ricchi e stimolanti e limitare in generale le uscite soprattutto in certe ore del giorno possono rappresentare delle soluzioni da percorrere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">3) <strong>FARE I BISOGNI E SCAVARE</strong> </h2>



<p>Le feci sono il mezzo principale della diffusione delle parassitosi intestinali, ecco perché <a href="https://nemiciinvisibili.it/la-raccolta-delle-feci-del-cane-il-primo-atto-di-prevenzione-contro-i-vermi-intestinali/">andrebbero sempre raccolte</a>. </p>



<p>A volte il gatto, che passa molto tempo fuori,&nbsp;<strong>scava per ricoprire le deiezioni</strong>. </p>



<p>Questa situazione aumenta la probabilità di una parassitosi per il gatto. La motivazione è semplice: scavando, il gatto viene a contatto con il&nbsp;<strong>terreno, potenzialmente infetto</strong>. La terra si anniderà al di sotto delle sue unghia e il pelo si sporcherà costringendo il gatto (maniaco della pulizia e dell’igiene) a ripulirsi. </p>



<p>Leccandosi e toelettandosi, il nostro gatto potrà <strong>ingerire uova di parassiti</strong>, dando seguito al loro ciclo vitale. Il materiale fecale nascosto nel terreno, invece, custodirà, con la giusta temperatura e la corretta umidità, le forme infestanti dei parassiti, pronte a essere disseminate nel terreno e venire a contatto con altri soggetti. L’azione del ricoprire le proprie feci e far schizzare il terreno qua e là aumenta inoltre la possibilità di diffondere il materiale potenzialmente infestante nella zona circostante il luogo di defecazione, aumentando la probabilità che possa venire a contatto con altri soggetti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Il rischio vermi intestinali esiste anche per il gatto domestico</strong></strong></h2>



<p>Anche per i gatti domestici esiste un concreto rischio di contrarre una parassitosi intestinale, anche se non hanno la possibilità di girovagare in giardino e le uscite sono limitate a balconi e terrazzi.</p>



<p>Le cause possono essere molteplici.<strong> </strong>Anzitutto ogni superficie può essere contaminata da feci o uova di parassiti. Quindi&nbsp;<strong>anche le nostre scarpe</strong>,&nbsp;<strong>i nostri indumenti</strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>le mani non accuratamente lavate e disinfettate</strong>&nbsp;possono costituire un mezzo per “portare a casa” (o altrove) le unità infestanti dei tanto temuti vermi intestinali.</p>



<p>A questo va aggiunto anche un altro parametro, quello climatico. L’alterazione delle temperature che mitigano il susseguirsi delle stagioni contribuiscono a favorire le infestazioni. Una temperatura media molto più alta rispetto a un tempo e che permane per un periodo prolungato nell’anno (e non limitato alla primavera e all’estate), fornisce – insieme ad altri fattori – delle ottime condizioni per stimolare il ciclo vitale dei parassiti.</p>



<p>Anche i&nbsp;<strong>viaggi</strong> sono un fattore potenzialmente a rischio per i gatti domestici. <strong>Sono infatti numerosi, oramai, i mici che viaggiano con la propria famiglia</strong><strong> durante le vacanze.</strong> L’utilizzo di appositi zaini, pettorine, collarini e guinzagli ci ha permesso la gestione dei nostri felini anche al di fuori delle mura domestiche. Lo spostamento dei nostri gatti in territori diversi da quello casalingo o del proprio giardino favorisce lo scambio di parassiti tra soggetti e/o tra soggetto e ambiente.</p>



<p>Questo, però, non vuol dire che dobbiamo limitare i viaggi: basta <strong>proteggere i nostri pet in maniera adeguata</strong>, con opportuni antiparassitari. Parlatene col vostro Medico Veterinario per studiare insieme il miglior protocollo di profilassi o il trattamento, in base allo stile di vita e le abitudini di ciascun gatto.&nbsp;</p>



<pre id="block-891980f2-532d-4bdd-93a7-4d68195d52cb" class="wp-block-preformatted"><em>Articolo a cura del Medico Veterinario</em>
<em>Dr. Giuseppe Faranda</em> <em><a href="https://www.instagram.com/drbepsvet/"><strong>@drbepsvet</strong></a></em></pre>



<p><a id="_msocom_1"></a></p>



<p><a id="_msocom_1"></a></p>
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		<title>Grooming: perché il gatto si lecca?</title>
		<link>https://www.nemiciinvisibili.it/grooming-perche-il-gatto-si-lecca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 11:44:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gatto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nemiciinvisibili.it/?p=8989</guid>

					<description><![CDATA[<p>La maggior parte dei gatti trascorre fino al 50% del loro tempo da svegli  dedicandosi alla toelettatura.<br />
Non a caso il gatto è conosciuto come animale molto pulito. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/grooming-perche-il-gatto-si-lecca/">Grooming: perché il gatto si lecca?</a> proviene da <a href="https://www.nemiciinvisibili.it">Nemici Invisibili</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<pre class="wp-block-verse"><em>Articolo a cura di <a href="https://www.ewaprinci.it/chi-sono/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ewa Princi</a>
Etologa ed esperta di comportamento e psicologia dei gatti</em></pre>



<pre class="wp-block-verse"><em>Il gatto ama leccarsi per lavarsi: il grooming è un'abitudine innata legata al senso di pulizia e a un rituale che viene tramandato da mamma gatta ai propri figli. Vediamola nel dettaglio...</em></pre>



<p></p>



<p>Tolte le ore di sonno, la maggior parte dei <strong>gatti</strong> trascorre fino al 50% del loro tempo leccandosi, cioè dedicandosi alla propria toeletta. Non a caso il gatto è conosciuto come animale molto pulito. Questo comportamento è conosciuto <strong>in etologia</strong> come <strong>grooming</strong>, cioè la pulizia del pelo o del mantello effettuata dall’animale <strong>sul proprio corpo</strong> (<em>autogrooming </em>o <em>self grooming</em>) o <strong>sul corpo di un altro animale</strong> della stessa specie (in questo caso si parla di <em><a href="https://nemiciinvisibili.it/allogrooming-perche-i-gatti-si-leccano-tra-loro/">allogrooming</a></em>).</p>



<p>Ma quale è la necessità che sta alla base del grooming? <strong>Perché il gatto si lava spesso</strong> e quando questo comportamento può essere classificato come “<strong>eccessivo</strong>” o “<strong>nervoso</strong>”? In questo articolo approfondiremo i significati del grooming del gatto e aiuteremo i proprietari di gatti a interpretare <strong>quando il grooming può essere un segnale d’allarme</strong> e quando no.</p>



<hr class="wp-block-separator has-css-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Gatti e grooming: a che età iniziano a “lavarsi”?</strong></strong></h2>



<p>Il grooming viene “insegnato” dalla mamma gatta fin dal giorno di nascita dei gattini. Il primo compito di mamma gatta dopo il parto è infatti quello di rompere il sacco amniotico, quindi&nbsp;<strong>leccare il gattino con la sua lingua ruvida per stimolare la sua respirazione</strong>. Quando il gattino inizia a succhiare il latte dalle sue mammelle, mamma gatta farà un <strong>massaggio con la lingua sulla zona anale e genitale</strong> del gattino per stimolare il movimento intestinale e l’urinazione. Il gattino, infatti, fino alle 3 settimane di vita non è in grado di espellere spontaneamente, ma ha bisogno di essere&nbsp;<strong>stimolato da mamma gatta</strong>. Dalle 3 settimane di vita i gattini emulano la mamma e&nbsp;<strong>iniziano a pulirsi da soli</strong>&nbsp;riproducendo la sequenza esatta imparata da mamma gatta, mettendo in pratica dunque il comportamento del grooming.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Il grooming come indicatore della salute (fisica e mentale) del gatto</strong></strong></h2>



<p>Al di fuori della semplice pulizia,&nbsp;<strong>il grooming ha una serie di scopi</strong>: non si limita infatti a mantenere un bell’aspetto. Nei gatti, <strong>il self grooming&nbsp;mantiene la pelle sana stimolando la produzione di sebo</strong>, che viene diffuso sul pelo per lubrificare e proteggere il mantello e farlo brillare. <strong>Rimuove anche i peli morti e lo sporco&nbsp;nonché i parassiti come le <a href="https://nemiciinvisibili.it/pulci-e-parassiti-intestinali-nei-cani-e-nei-gatti-quale-e-il-legame/">pulci</a></strong>. Inoltre, poiché i gatti non hanno ghiandole sudoripare, la loro saliva diffusa sul mantello li aiuta in qualche modo a <strong>rinfrescarsi nelle giornate calde</strong>.</p>



<p>La toelettatura tramite grooming è un po’ il&nbsp;<strong>barometro della salute felina</strong>. Un aspetto non curato del mantello può segnalare infatti&nbsp;<strong>una malattia</strong>, ma potrebbe anche indicare, in un gatto anziano, un&nbsp;<strong>problema di dolore articolare</strong>&nbsp;che non gli permette di eseguire i movimenti necessari per l’attività di grooming. Ma non solo, purtroppo: uno stato cattivo del pelo può anche essere indice di un&nbsp;<strong>disagio emotivo</strong>&nbsp;che può innescare un&nbsp;<strong>comportamento di pulizia eccessivo</strong>, come il <strong>leccamento nervoso</strong> di una zona particolare che rimarrà priva di pelo oppure l’esatto contrario, ovvero una riduzione della pulizia quotidiana.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Come funziona il grooming del gatto</strong></strong></h2>



<p>Ogni gatto ha il suo rituale preciso di toelettatura, ma la maggior parte inizia&nbsp;<strong>dalla bocca, mento e baffi</strong>&nbsp;per poi proseguire con le spalle e zampe anteriori. Quindi laverà entrambi i fianchi e le zampe posteriori, i genitali e poi la coda. Il gatto usa una delle zampe anteriori inumidita di saliva per strofinare il viso, la testa e le orecchie cambiando zampa a seconda del lato che sta lavando. Successivamente, si gratterà con gli artigli posteriori per pulire il collo e le orecchie. Mordicchierà gli artigli posteriori per tenerli ben curati, e li rosicchierà per rimuovere la parte morta.</p>



<p>La&nbsp;<strong>lingua di un gatto</strong>&nbsp;è ricoperta di centinaia di <strong>aculei</strong> fatti di cheratina: le papille filiformi, che rendono ruvida la superficie della lingua, aiutano a pulire e a pettinare il mantello, rendendo la&nbsp;<strong>toelettatura ancora più efficiente</strong>.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le funzioni del grooming nei gatti:</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><strong>Riduzione di ansia e stress</strong></strong></h3>



<p>I gatti usano anche la toelettatura per&nbsp;<strong>sentirsi meglio emotivamente</strong>. Quando un gatto si trova in una situazione conflittuale o stressante, quando è incerto su come reagire a una situazione, può sembrare pronto a reagire ma invece improvvisamente si ferma e compie un atto che è fuori contesto rispetto alla situazione, come leccarsi una zampa ad esempio. Queste si chiamano <strong>attività di spostamento</strong> e sono&nbsp;<strong>comportamenti che riducono l’ansia</strong>. Tra i comportamenti più utilizzati che sembrano inappropriati alla situazione definiti di “<strong>spostamento</strong>” troviamo proprio quello del grooming. In questi casi, la toelettatura funge da&nbsp;<strong>meccanismo auto-calmante</strong>&nbsp;che aiuta il gatto ad affrontare un conflitto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pulizia e automedicazione</strong></h3>



<p>La sensazione tattile ha un effetto diretto sulla chimica del cervello e sugli impulsi neurologici che fanno sentire più rilassato un gatto a disagio. In altre parole, il grooming può essere una forma di&nbsp;<strong>automedicazione felina</strong>! Infatti come abbiamo visto le madri leccano i loro gattini non solo per pulirli, e stimolare l’espulsione di urina e feci, ma il grooming offre conforto e rafforza il loro legame. Ecco perchè&nbsp;<strong>accarezzare o spazzolare il gatto è una forma molto piacevole di scambio affettivo tra umano e gatto</strong>, che offre al gatto (e anche a noi!) molto appagamento e senso di rilassamento. È stato dimostrato che il comportamento di grooming può attivare la serotonina, “<strong>ormone del buon umore</strong>“, che è un neurotrasmettitore sintetizzato nel cervello e in altri tessuti a partire dall’amminoacido essenziale triptofano. <strong>Non a caso stress e noia possono portare il gatto ad un eccesso nel comportamento di grooming</strong>.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong><strong>Grooming eccessivo: quando il comportamento diventa preoccupante?</strong></strong></h2>



<p>Il leccamento eccessivo del gatto può diventare un&nbsp;<strong>comportamento ossessivo compulsivo</strong>&nbsp;che può portare a <strong>zone calve e piaghe della pelle</strong>. Ecco che in questo caso deve destare preoccupazione nei confronti del proprietario del gatto. Il <strong>grooming eccessivo</strong> è spesso&nbsp;<strong>causato dallo stress</strong>&nbsp;e può essere paragonato all’abitudine degli umani di mangiarsi le unghie. Questo comportamento si auto-rinforza riducendo l’ansia e <strong>diventa ripetitivo, stereotipato</strong>, e può essere altalenante a seconda dell’attuale livello di stress del gatto.</p>



<p>I gatti, in generale, detestano intensamente i&nbsp;<strong>cambiamenti di qualsiasi tipo</strong>. L’arrivo di un neonato, una morte in famiglia, un nuovo animale domestico, anche il cambio dei mobili, potrebbero essere il fattore scatenante di questo comportamento. Ci sono però <strong>anche cause fisiche</strong> come:&nbsp;<strong>morsi di pulci&nbsp;</strong>o tigna, <strong>disturbi neurologici</strong>, ecc. Quindi è necessario escluderli prima di pensare di gestire una risposta allo stress. E poiché l’auto-toelettatura lenisce e calma il gatto, vorrà farlo ogni volta che deve&nbsp;<strong>affrontare un conflitto</strong>. Se il comportamento non viene affrontato, può provocare lesioni autoinflitte.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il grooming eccessivo in caso allergie e pulci</strong></h2>



<p>Le cause mediche che possono portare un gatto a toelettarsi eccessivamente sono di solito quelle che provocano prurito al gatto. Una delle cause più comuni è un’<strong>allergia</strong>. Proprio come le persone, i gatti possono avere allergie al cibo,&nbsp;<strong>alle pulci&nbsp;</strong>o a qualsiasi altra cosa presente nell’ambiente, naturale o meno. Quindi, se il tuo gatto inizia improvvisamente a pulirsi più del solito o ci sono <strong>chiazze di pelo mancante</strong>, assicurati di&nbsp;<strong>controllare l’eventuale presenza di pulci</strong>. Il tuo veterinario ti potrà aiutare a capire di cosa si tratta e raccomandarti la giusta&nbsp;<strong>prevenzione alle pulci</strong>.</p>



<p>Non dimenticare che le pulci trasportano anche&nbsp;parassiti intestinali come la <strong><a href="https://nemiciinvisibili.it/vermi-piatti/">tenia</a></strong>&nbsp;e possono provocare&nbsp;<strong>reazioni allergiche</strong>. La dermatite allergica da pulci provoca un forte prurito che può portare anche a infezioni secondarie. <strong>Se il tuo gatto si gratta o si lecca eccessivamente controlla la presenza di pulci</strong>. Anche se il tuo gatto vive solo all’interno dell’appartamento ricorda che le pulci non vivono solo in giardino, ma anche sui tuoi animali domestici e nella tua casa!</p>



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<pre id="block-61afaa07-740a-4890-8ee4-985ec7413dc6" class="wp-block-preformatted">Articolo a cura di <a href="https://www.ewaprinci.it/chi-sono/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ewa Princi</a>
Etologa ed esperta di comportamento e psicologia dei gatti</pre>
<p>L'articolo <a href="https://www.nemiciinvisibili.it/grooming-perche-il-gatto-si-lecca/">Grooming: perché il gatto si lecca?</a> proviene da <a href="https://www.nemiciinvisibili.it">Nemici Invisibili</a>.</p>
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